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Influenza: perché il virus colpisce i più deboli?

Peluche con termometro

Raffreddore, starnuti, mal di gola e febbre sono i principali sintomi che colpiscono ogni anno milioni di persone in Italia, quando arriva l’inverno e porta con sé la temutissima influenza. Si tratta di una patologia che, nella maggior parte dei casi, risulta essere transitoria e priva di complicazioni, ma viene ugualmente sottovalutata troppo spesso.

È doveroso, innanzitutto, chiarire che cosa sia realmente l’influenza.
Alla comparsa dei primi sintomi tipici ma generici, come raffreddore e mal di gola, è di uso comune dire “ho l’influenza!”, come se questa indicasse un malessere generalizzato. Ma, contrariamente a quanto si creda, il solo raffreddore o il mal di gola sono causati più spesso da altri tipi di virus. L’influenza, invece, è una patologia virale ben specifica, causata dagli influenza-virus di tipo A, B, o C.

Il periodo di incubazione è di circa 48 ore, mentre la malattia in sé può durare fino a 10 giorni. Nei casi lievi può essere molto simile al raffreddore e presentarsi con febbre leggera, mal di gola e naso che cola. Nella maggior parte dei casi, invece, la sintomatologia caratteristica è rappresentata da febbre improvvisa accompagnata da brividi, cefalee, dolori muscolari e sintomi respiratori.

Il virus dell’influenza è altamente contagioso, basti pensare che nella stagione invernale 2019-2020 l’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 3.451.000 persone affette da influenza in Italia. Il virus può contagiare tutti, ma le fasce più esposte al contagio sono quelle con un sistema immunitario più fragile e meno sviluppato, e che conducono una vita comunitaria, come i bambini, gli anziani e i soggetti affetti da patologie croniche o da patologie che ne abbiano ridotto la capacità di difesa del sistema immunitario. Per questi ultimi, inoltre, l’influenza può svilupparsi anche con effetti più gravi rispetto a quelli che avrebbe in un soggetto adulto in buona salute.

Per questo motivo il Ministero della Salute consiglia alle fasce più deboli la vaccinazione antinfluenzale. A eccezione, però, dei bambini, per i quali - in linea generale - non la indica come necessaria in quanto, se in buone condizioni di salute, sarebbero in grado di reagire autonomamente, o col supporto di terapie sintomatiche, nei confronti del virus.

Nel bambino, l’influenza potrebbe presentarsi anche con nausea, vomito e diarrea in aggiunta ai classici sintomi che si presentano nell’adulto. La sintomatologia potrebbe, tuttavia, risultare più accentuata.

Per le neo-mamme e papà, il primo consiglio da tenere bene a mente è quello di rivolgersi sempre al proprio pediatra, che saprà distinguere e identificare i segni di malessere nel bambino e quindi pianificare una cura efficace, soprattutto in presenza di complicanze, quando il bambino è molto piccolo (neonato) e se si rifiuta di bere o mangiare.
L’influenza, generalmente, si risolve da sola nel giro di cinque, dieci giorni.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) fornisce delle indicazioni utili da seguire per i genitori di bambini con l’influenza: la terapia farmacologica, come nell’adulto sano, è tendenzialmente sintomatica; il trattamento con antipiretici è consigliato solo nel caso di febbre alta o comunque se la febbre è accompagnata da malessere. Oltre a curare la malattia in sé, è importante anche limitarne il contagio, tenendo conto che l’influenza nell’adulto risulta essere generalmente contagiosa per circa 7 giorni, ma nel bambino lo è più a lungo.

Nel bambino, al pari dell’adulto, la strategia vincente per non incappare in questo malanno passa attraverso poche ma basilari regole generali: lavare spesso le mani durante l’arco della giornata, evitare il contatto delle mani col viso, utilizzare fazzoletti monouso e starnutire nella piega dell’avambraccio. A prova del fatto che un po’ d’attenzione resta la migliore forma di prevenzione.

Bibliografia:

  • Brenda L. Tesini, Influenza – University of Rochester School of Medicine and Dentistry, Manuale MSD
  • Sistema di Sorveglianza Integrata dell’Influenza/Istituto Superiore di Sanità, Rapporto InfluNet – Data ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2020
  • Ministero della Salute, Influenza e vaccinazione antinfluenzale – Data ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2019
  • Società Italiana di Pediatria (SIP), Influenza: tutto quello che devi sapere

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