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Salute

La salute è quanto di più prezioso possiedi. In questa sezione vogliamo offrirti informazioni di natura medico/farmaceutica, con la massima cura delle fonti e un linguaggio semplice.

Donare il sangue: tutto quello che devi sapere

donare il sangue

Il 14 giugno ricorre la Giornata Internazionale dei Donatori di Sangue, un’occasione importante per prendere consapevolezza di un piccolo gesto che può davvero salvare una vita.

Le trasfusioni di sangue in Italia ammontano a circa tre milioni all’anno, e le persone trasfuse sono più di 630mila. Tra queste rientrano persone con forti perdite emorragiche che, a causa di un trauma o di una patologia, rischiano di non farcela senza un supporto esterno. 

La Giornata Internazionale dei Donatori di Sangue è un’opportunità per sfatare molti miti che riguardano le donazioni, ad esempio chi può donare, come comportarsi nei giorni precedenti e successivi alla donazione, e a quali pericoli si va incontro donando (e se esistono davvero dei seri pericoli!).

Facciamo un po’ di ordine, con questo vademecum per donatori e donatrici di sangue.

1. Chi può donare il sangue e chi non può donare il sangue? 

La donazione di sangue può essere effettuata da donne e uomini con un’età compresa tra i 18 anni e i 70 anni. Attenzione, però: secondo l’AVIS, l’Associazione Volontari Italiani del Sangue, bisogna candidarsi per diventare donatori entro i 60 anni. Superata questa età, a discrezione del medico curante, si può continuare a donare per altri dieci anni.

Da un punto di vista fisico bisogna pesare almeno 50 kg e godere di uno stato di buona salute. Per accertarsi che il papabile donatore o la donatrice siano idonei, un medico responsabile di una delle Associazioni di Donatori, sempre presente nei centri di donazione, fa un colloquio preventivo e una serie di test ematici per verificare i valori del sangue. 

Una volta ottenuto responso positivo, si può procedere con il primo appuntamento per la  donazione. 

Il sangue non può essere donato da persone con:

  • influenza recente (ultimo sintomo riscontrato da più di due settimane);
  • contatti stretti con persone affette da epatite B da meno di quattro mesi;
  • interventi chirurgici recenti di grande entità (4 mesi) o piccola entità (1 settimana);
  • sindrome da HIV;
  • vaccinazione antiallergica fatta da meno di 3 giorni;
  • vaccinazione antitetanica o antinfluenzale da meno di 2 giorni;
  • esami endoscopici invasivi, come gastroscopia o colonscopia, recenti, da meno di 4 mesi;
  • recente assunzione di antibiotici, antinfiammatori, antidepressivi e cortisonici;
  • diabete, anche se in trattamento;
  • abitudine all’assunzione di alcool o droghe;
  • patologie cardiovascolari importanti o epatite C.

2. Cosa mangiare prima di donare il sangue?

L’alimentazione, quando curata ed equilibrata, non costituisce un problema per la donazione di sangue. Il giorno prima della donazione si dovrebbero evitare cibi elaborati e ricchi di grassi, e mantenere una dieta leggera con verdure, riso o pasta, pollo, pesce. 

Sì agli alimenti ricchi di ferro, inclusi quelli vegetali come i legumi, mentre invece è meglio rinunciare a carni grasse, uova, latticini e formaggi stagionati, alimenti molto zuccherini, salumi e bevande gassose.

La mattina della donazione si deve fare colazione, preferendo biscotti secchi, tè o caffè, succhi di frutta e fette biscottate con miele e marmellata.

3. Si può donare il sangue con il ciclo? 

Il ciclo mestruale costituisce già di per sé una significativa perdita ematica, che si prolunga anche nei giorni subito successivi al ciclo, in cui il corpo rigenera il sangue perso fino a tornare a un livello normale di emoglobina e ferro.

Le donne con ciclo mestruale possono donare dal decimo al ventunesimo giorno. Le donne in gravidanza, invece, non possono donare. Chi prende la pillola può tranquillamente donare, senza sospendere l’anticoncenzionale.

4. Donare il sangue con i tatuaggi: si può?

I tatuaggi e i piercing non rendono impossibile la donazione del sangue, quindi si può donare anche avendo tatuaggi. L’unica accortezza è quella di far trascorrere quattro mesi dal tatuaggio prima di fare richiesta per donare. Il medico farà dei test specifici per verificare che non vi siano in atto patologie o infezioni che possono essere trasmesse attraverso aghi infetti.

5. Ogni quanto si può donare?

Donare il sangue non comporta nessun problema fisico al donatore o alla donatrice. Ogni donazione comporta una lieve perdita di ferro ed emoglobina che in poco tempo torna a livelli di normalità. Per questa ragione è comunque raccomandabile distanziare a sufficienza le donazioni di sangue, in periodi di tempo che vanno dai tre mesi per gli uomini ai quattro mesi per le donne.

Vuoi diventare un donatore o una donatrice?

Inizia contattando uno dei centri di donazione della tua città, come Avis, Thalassa, ADVS, FIDAS e le numerose associazioni regionali e provinciali che sostengono la donazione gratuita di sangue.

Bibliografia

www.avis.it
www.donailsangue.salute.gov.it
www.fidas.it
www.centronazionalesangue.it

4 risposte a “Donare il sangue: tutto quello che devi sapere”

    • Buongiorno, grazie per l’interesse dimostrato e per la sua cortese richiesta.

      Le consigliamo di consultare il sito ufficiale AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue) a questo link; troverà tutte le indicazioni e i requisiti per diventare donatore di sangue e contattare la sede AVIS più vicina a lei.

      Restiamo a disposizioni per eventuali chiarimenti o approfondimenti.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  1. Buongiorno
    volevo chiederle se chi non può donare sangue tipo con l’Avis (x disabilità – schizzofrenia – e trombosi venerea gamba destra del 2016 subito rientrata e senza ulteriori problemi) ha la possibilità, in Italia, di effettuare donazioni, anche a pagamento, semplicemente per usufruire dei benefici che procura la donazione.
    Grazie, buona giornata e buon lavoro.

    • Buongiorno Aldo, grazie per la sua cortese domanda.

      Il quadro clinico da lei descritto apre un interessante interrogativo per tutti i soggetti che non sono in possesso dei requisiti per la donazione di sangue e che ne sono esclusi permanentemente.
      Pur non conoscendo in maniera completa la sua anamnesi, la domanda riguarda nello specifico la possibilità o meno di farsi prelevare il sangue – non a scopo di donazione- per poter usufruire dei benefici che ne derivano.
      Dobbiamo, però, cercare di capire il tipo di benefici a cui si riferisce. Infatti, donare favorisce la rigenerazione del sangue stesso, la riduzione del rischio di diabete e di malattie cardiovascolari, ecc. Tuttavia, esiste anche un trattamento sanitario specifico, che consiste nel prelievo di sangue in particolari condizioni patologiche. Si tratta del salasso terapeutico, pratica in cui il sangue non viene donato, ma viene eliminato.

      A questo punto, nella speranza di aver compreso appieno la sua richiesta e per essere il più possibile puntuali nella riposta, abbiamo contattato AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue) e FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue), che ci hanno supportato con alcune importanti informazioni.
      In sintesi, i salassi terapeutici si effettuano nei centri trasfusionali abilitati e vengono prescritti per specifiche patologie e non per le finalità sopra elencate, per le quali non si ricorre ai prelievi di sangue ma ad altre terapie o attività preventive.

      Generalmente chi è affetto da patologie per cui è previsto il salasso terapeutico ha un’esenzione specifica e la procedura è a carico totale del SSN. Non è invece possibile procedere con un prelievo il sangue, né gratuitamente né a fronte di un pagamento, per scelta propria o al di fuori delle indicazioni riconosciute, poiché, una generica purificazione del sangue tramite salasso non ha fondamento scientifico e riporta alla mente pratiche obsolete dal punto di vista medico.
      Grazie al supporto di un consulente medico AVIS riportiamo qui le indicazioni ad oggi scientificamente validate per un salasso terapeutico:
      – Emocromatosi
      – Policitemia vera
      – Porfiria cutanea tarda
      – Poliglobulia secondaria a BPCO

      Qualora volesse approfondire l’argomento, le consigliamo di rivolgersi al suo medico curante per valutare la sua particolare condizione. In alternativa, contatti AVIS e FIDAS ai seguenti link:
      AVIS Nazionale
      FIDAS Nazionale

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

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