Donna medico e paziente

Salute

La salute è quanto di più prezioso possiedi. In questa sezione vogliamo offrirti informazioni di natura medico/farmaceutica, con la massima cura delle fonti e un linguaggio semplice.

Vax o no Vax, questo è il dilemma

Con l’inizio del periodo scolastico il discorso pubblico sulla sicurezza dei vaccini si accende ed il dubbio amletico si concretizza nella semplice domanda “è sicuro vaccinare mio figlio?”.

L’argomento è certamente tra i più dibattuti dell’ultimo decennio, con diverse parti in causa: chi grida al complotto delle lobby farmaceutiche, chi pensa che siano dannosi per la salute e chi si affida unicamente alla scienza, pensando che siano nostri fedeli alleati nella lotta alle malattie.

Nonostante la diatriba abbia assunto toni da tifoserie calcistiche contrapposte, la sicurezza dei vaccini è un argomento complesso e richiede una risposta articolata. Partiamo dunque dalle basi.

Avvertimento: la salute è quanto di più importante possediamo; per questo motivo vi sconsigliamo fortemente di prendere ogni tipo di decisione che la riguarda a seguito della lettura di un articolo o informativa online; considerate questo scritto un semplice spunto di riflessione e approfondite l’argomento con il vostro medico di fiducia.

Che cos’è un vaccino? 

Un vaccino, in linea generale, è un prodotto farmaceutico che contiene piccole quantità di componenti del microrganismo patogeno, che andranno a scatenare la reazione immunitaria. In parole povere il nostro organismo, quando entra in contatto con qualsiasi sostanza, composto o microrganismo che non riconosce come proprio, cerca in tutti i modi di “digerirlo” o comunque renderlo inoffensivo per poi poterlo eliminare. Non appena le nostre difese immunitarie ricevono l’allarme da parte di una delle miliardi di cellule sentinella, si attivano due tipi di risposta: una a breve termine, aspecifica e veloce e una successiva, più lenta, specifica e molto più efficace della prima.

Dopo il primo contatto, il patogeno viene “schedato” e rimane in memoria per parecchio tempo, alcuni per tutta la vita (dipende dal patogeno e da altri fattori). Si sviluppa quindi la cosiddetta risposta immunitaria acquisita o adattativa. Non appena le nostre difese si imbatteranno nuovamente  nello stesso patogeno, la risposta sarà significativamente più efficace e veloce. Questo è il motivo per cui la varicella o la mononucleosi si prendono una sola volta nella vita; al loro ritorno infatti il nostro organismo le riconosce e le annulla prontamente.

I principali artefici della risposta immunitaria sono dei globuli bianchi specializzati, i linfociti, di cui conosciamo due tipi: linfociti B e T. Va posta una doverosa distinzione tra batteri e virus, i due principali bersagli dei vaccini. I batteri sono microrganismi unicellulari, procarioti che il più delle volte il nostro sistema immunitario riesce ad identificare con chiarezza. I virus invece, in virtù delle loro caratteristiche intrinseche (si tratta infatti di patogeni intracellulari), riescono ad eluderlo. Tuttavia le nostre difese si sono evolute anche per far fronte all’ingresso di questi microrganismi più subdoli. Questo sistema è così preciso e meticoloso nel suo funzionamento che riesce a distinguere persino due cellule che appartengono a diversi individui della stessa specie. Questo è il principale problema del trapianto degli organi che vanno incontro a rigetto: il nostro organismo infatti cerca di distruggere le cellule che non riconosce come proprie. Grazie al progresso scientifico e con la scoperta dei vaccini abbiamo imparato a manipolare questo finissimo sistema di controllo che ci protegge dai microrganismi, lasciandoci “in memoria” un importantissimo identikit del patogeno con il quale potremo eventualmente tornare in contatto.

Per fare il punto della situazione di quanto fin qui affermato cito testualmente quanto riportato sul portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell'Istituto Superiore di Sanità:

 “La somministrazione di un vaccino provoca una reazione immunologica simile a quella prodotta dall'infezione naturale ma senza provocare la malattia. Il principio sfruttato è quello della memoria immunologica, ovvero la capacità del nostro sistema immunitario di "ricordare" microbi e virus incontrati in passato e fornire una risposta immediata e specifica. In questo caso la vaccinazione simula il primo contatto con l'agente infettivo e stimola il sistema immunitario ad aumentare la concentrazione di cellule e anticorpi specifici per quel microrganismo.”

Cerchiamo ora di rispondere ad una delle domande che più frequentemente ha tenuto banco negli ultimi anni sull’argomento.

I vaccini causano l’autismo?

In breve: assolutamente no! 

Come afferma la Prof.ssa Esposito, Presidente della Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) e Professore Ordinario di Pediatria e Direttore della Scuola di Specialità in Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia


“Oggi è convinzione diffusa che il vaccino contro il morbillo possa rientrare tra le cause dell’autismo. Si tratta di un’altra falsa credenza legata ad uno spiacevole episodio verificatosi nel 1998 quando un dottore del Galles, Andrew Wakefield, ipotizzò che la vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia potesse causare autismo.
Questo medico, dopo aver confessato che aveva inventato i dati per interessi personali, fu poi radiato dall’ordine dei medici del Regno Unito e tutte le pubblicazioni successive hanno dimostrato che né il vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia né altre vaccinazioni possono essere associate all’autismo.
Anzi, al contrario, il vaccino contro il morbillo è molto importante in quanto con il morbillo possono insorgere complicanze gravi respiratorie o encefalite acuta.
Proprio a causa di questi due fattori può verificarsi in determinati casi la morte.”

A onor del vero bisogna citare un caso insolito di commistione tra magistratura e medicina. Il caso posto a giudizio riguarda un bambino a cui è stato somministrato il vaccino esavalente nel 2006. Ben quattro anni dopo, nel 2010, insorse una forma di autismo; il tribunale di Milano riconobbe un legame tra l’insorgenza della sindrome del Disturbo dello Spettro Autistico (DSA) e le sostanze neurotossiche presenti nel vaccino. Il lettore potrà in questo caso convenire con la dottoressa Esposito nell’affermare che sarebbe più appropriato che di scienza parlassero i medici e non le sentenze dei tribunali. Non esistono infatti ad oggi studi in grado di dimostrare la correlazione tra vaccino esavalente e autismo. Tuttavia una fetta non irrilevante della società sostiene in maniera convinta la relazione causale tra somministrazione del vaccino esavalente e l’insorgenza dell’autismo, impugnando proprio i due casi sopra citati che, pur trattandosi di eventi realmente accaduti, non costituiscono affatto una dimostrazione scientifica.

Un'altra erronea associazione, non suffragata da alcun dato scientifico, è quella tra vaccini e asma o allergie.

Quanto è importante la vaccinazione?

Veniamo ora alla parte più squisitamente scientifica dell’articolo: l’analisi e l’interpretazione dei dati. Il seguente grafico fa riferimento al vaccino contro il morbillo. Nello specifico viene rilevato il drastico abbassamento dei casi di morbillo riscontrato in seguito ad un’efficace campagna di vaccinazione.

DATI EPIDEMIOLOGICI: https://www.epicentro.iss.it/morbillo/epidemiologia-italia

Andamento del morbillo in Italia : la figura  mostra l’andamento delle notifiche annuali di morbillo dal 1970 al 2016 e l’andamento delle coperture vaccinali per una dose di vaccino entro due anni di età, dal 1985.

Dal 1970 alla fine degli anni 90 il morbillo ha presentato il tipico andamento ciclico con picchi epidemici molto elevati. Con l’aumentare delle coperture vaccinali, dall’inizio degli anni 2000, l’ampiezza dei picchi si è ridotta considerevolmente e a partire dal 1997 si è allungato il periodo inter-epidemico. Tuttavia, la malattia continua a circolare nel nostro Paese e si verificano periodicamente epidemie.

Questo grafico mostra l’efficacia del vaccino contro il morbillo, meglio conosciuto con il nome tetravalente, somministrato congiuntamente a quello contro parotite, rosolia e varicella. Il vaccino tetravalente, di cui il grafico mostra solo i dati epidemiologici del morbillo, insieme a quello esavalente ( quello tacciato di essere l’evento scatenante dell’autismo) e ad altri vaccini, sono presenti nel calendario vaccinale del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 del Ministero della Salute. Si nota chiaramente come il costante utilizzo del suddetto vaccino abbia drasticamente fatto calare il numero di casi di morbillo nel giro di qualche anno.

Un ultimo ma non meno importante aspetto da considerare è la cosiddetta “immunità di gregge”. Si è calcolato infatti che, se la percentuale di soggetti vaccinati in una comunità è considerevolmente alta (si parla di una percentuale dal 95% a salire), si riesce a proteggere efficacemente anche quella piccolissima parte di popolazione che, per particolari condizioni di salute, non può beneficiare del vaccino.

A conclusione dell’articolo, le parole di un esperto in materia, sicuramente più autorevoli di quelle di un semplice appassionato di scienza: la Prof.ssa Antonella d'Arminio Monforte, Professore Ordinario di Malattie Infettive e Tropicali dell'Università degli Studi di Milano in un’intervista rilasciata per il sito ufficiale della croce rossa italiana ribadisce

La possibilità di vaccinare nei confronti di molte malattie infettive è una conquista cardine della salute globale degli ultimi decenni nel nostro pianeta. Malattie infettive come il vaiolo, difterite, tetano e molte altre che sono state causa di pandemie e di milioni di morti nel passato sono ora un ricordo lontano o limitato

Bibliografia:

 

2 risposte a “Vax o no Vax, questo è il dilemma”

  1. Ciao Gianluca,
    tra poco diventerò papà ed ero molto dubbioso sull’efficacia dei vaccini ma devo ammettere con assoluta sincerità che grazie al tuo articolo (ti ringrazio per la semplicità delle parole perché non sono ferrato sull’argomento) quando mio figlio raggiungerà l’età adatta andrò subito a farlo vaccinare per il bene suo e dei suoi futuri amichetti (immunità di gregge). Grazie di <3

  2. Leggendo questo articolo sono rimasta colpita dalla semplicità con cui sono stati esposti argomenti, tutt’altro che semplici. Una scrittura di questo tipo permette a chiunque di approfondire il discorso “Vax o no vax?” senza sentirsi limitato nel comprendere l’argomento a causa della specifica terminologia medico-scientifica (che si è soliti utilizzare e che inevitabilmente si rivolge solo a un certo numero di persone e non a tutti).
    Un articolo con basi solide, concetti corretti, scritto da una persona acculturata e che mira semplicemente a fare ciò che oggi pochi fanno ancora: informare bene il pubblico.
    Bravissimo Gianluca! Spero di leggere altro al più presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *