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Benessere

Quando parliamo di benessere intendiamo il raggiungimento di un pieno equilibrio fisico, psicologico ed emotivo. In questa sezione vogliamo offrirti piccole pillole per migliorare la qualità della tua vita. Tocca a te scoprirle.

Il falso mito della vitamina C

Integratore di Vitamina C effervescente

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Fin da bambino ho sempre seguito la stessa collaudata terapia di cura del raffreddore: coperte, the caldo e riposo. E litri di spremuta d’arancia, ovviamente. Ho imparato in tenera età quanto fosse importante mangiare gli agrumi in inverno e col raffreddore perchè, mia madre diceva, “sono pieni di vitamina C”. E come tutti sappiamo, la vitamina C aiuta a guarire dal raffreddore, giusto?

Ehm, non proprio!

Dopo essermi imbattuto in questo ottimo video di Vox, ho deciso di indagare un po’ più a fondo, ed ho scoperto che l’efficacia della vitamina C nella cura o nella prevenzione di varie patologie, tra cui il raffreddore, è un argomento dibattuto nella comunità scientifica da almeno 70 anni. Ma andiamo con ordine.

Ascorbico perchè anti-scorbuto

Vitamina è un termine generico utilizzato per indicare tutti quei composti organici, necessari per il corretto funzionamento del corpo umano, che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare in quantità sufficiente per il corretto svolgimento delle sue funzioni. Si tratta dunque di sostanze di diversa natura e con diverse funzioni, che hanno in comune unicamente il fatto di dover essere assunte tramite l’alimentazione. In generale, si tratta di componenti chimici essenziali per la sopravvivenza. 

La vitamina C, il cui nome scientifico è acido L-ascorbico, è una di queste sostanze, e come tale ha svariate funzioni fondamentali all’interno del nostro organismo. Tra tutte, quella più importante è probabilmente la sintesi del collagene, la principale proteina del tessuto connettivo negli animali. Il collagene è fondamentale per la robustezza di vasi sanguigni, pelle, muscoli e ossa, e l’uomo non è in grado di crearne senza vitamina c. Considerando che il collagene rappresenta circa il 6% del peso corporeo di un essere umano (il 25% della massa proteica totale, tenendo conto che l’uomo è fatto al 90% d'ac...ehm scusate, al 60% d'acqua) si riesce ad avere già un’idea dell’importanza di questa vitamina.

La sua scoperta (così come il suo nome, acido ascorbico, a privativa come prefisso) è strettamente legata allo scorbuto, una patologia causata appunto dalla carenza di vitamina c, che affliggeva molti marinai tra il ‘500 e l’800. In questo periodo storico erano frequenti lunghe traversate in nave, sulle quali frutta e verdura fresche (e dunque la vitamina C) non erano disponibili, motivo per cui la sintesi del collagene ed altre funzioni fondamentali non si concretizzavano, portando a perdita di denti, gengive sanguinanti ed emorragie.

A quei tempi lo scorbuto era un vero e proprio flagello per gli equipaggi: la circumnavigazione del globo di Magellano ad esempio si concluse con l’80% dei marinai morti a causa di questa malattia, e si calcola che in quei secoli abbia portato al decesso circa 2 milioni di marinai. Nel 1700, grazie ad uno studio di un ufficiale della marina inglese, tale James Lind, si trovò una correlazione tra il consumo di agrumi e la patologia, e i governi si attrezzarono inserendo nella dieta quotidiana degli equipaggi il succo di lime, rendendo lo scorbuto un ricordo (più o meno). 

La vitamina C è dunque assolutamente essenziale per la nostra sopravvivenza ed in generale è bene cercare di consumarne abbastanza. Si calcola che per evitare lo scorbuto sia necessario consumarne una dose di almeno 10 mg/die (milligrammi giornalieri), ma i dosaggi minimi consigliati dai vari organismi sanitari nazionali sono leggermente superiori, variando tra i 30 ed i 120 mg/die. Contando che limoni e arance hanno una concentrazione di vitamina c pari a 50 mg/100g, i peperoni di 150 mg/100g ed i broccoli di 110 mg/100g è facile osservare come con una dieta bilanciata (ricca di frutta e verdura) si superino abbondantemente queste soglie minime.

In tutto questo però di raffreddore non abbiamo ancora parlato, come mai?

Un premio Nobel raffreddato

Il nome di Linus Pauling è universalmente associato alla genialità. Premio Nobel per la Chimica nel 1954 per il suo contributo alla chimica quantistica, fa doppietta nel 1962, anno in cui gli viene consegnato il Nobel per la Pace per il suo attivismo contro la corsa agli armamenti. E’ ad oggi l’unico ad aver vinto due premi Nobel non condivisi, ed è considerato uno dei più grandi scienziati del ventesimo secolo. Fu dunque una sorpresa per la comunità scientifica, data la caratura del personaggio, la pubblicazione nel 1970 del libro “Vitamin C and the Common Cold” (Vitamina C e il raffreddore), in cui il luminare sostiene come l’assunzione di grandi quantitativi di vitamina C sia in grado di diminuire durata e sintomi del raffreddore.

La convinzione di Pauling nacque dieci anni prima, quando in seguito ad una conferenza in cui disse che gli sarebbe piaciuto vivere ancora 25 anni per poter assistere al progresso della scienza, venne contattato da Irwin Stone, un biochimico, che gli raccomandò l’assunzione di almeno 3000 mg/die di vitamina C. Pauling seguì il consiglio e notò grandi miglioramenti nella sua salute, arrivando a dichiarare di sentirsi “più vivo e in salute” e che in particolare i “tremendi raffreddori” che era solito avere fossero spariti. 

Le teorie di Stone si basavano sull’ipotesi che lo scorbuto non fosse un disturbo di origine alimentare, bensì un difetto genetico della specie umana dovuto a cambiamenti evolutivi. In particolare il fatto che l’essere umano avesse perso la capacità di sintetizzare la vitamina C (a differenza della maggior parte delle altre specie animali) portò lo scienziato a credere che l’essere umano necessitasse di dosi molto più alte di acido ascorbico rispetto a quelle prescritte all’epoca. Stone scrisse quattro articoli, tra il 1965 e 1967, in cui esponeva le sue idee, ma fece molta fatica a farseli pubblicare.

Al contrario, il libro di Pauling ebbe una risonanza strepitosa: tutti i giornali ne parlarono e l’idea chiave del saggio ebbe successo tra il grande pubblico. Da gli anni settanta in avanti, il mercato degli integratori di vitamine crebbe enormemente.

È fondamentalmente dalle teorie di Irwin Stone e dal bestseller di Pauiling, unite alla spinta commerciale delle industrie farmaceutiche, che esiste tutt’oggi la convinzione che la vitamina C  sia fondamentale per la cura e la prevenzione del raffreddore.

Tuttavia il dubbio rimane: se un ricercatore biochimico esperto e un premio Nobel per la chimica hanno sposato questa causa con tanto fervore (tanto da portare nel corso degli anni lo stesso Pauling ad assumere dosi stupefacenti di vitamina C, circa 18000 mg/die) dovranno aver avuto le loro buone, scientifiche, ragioni. O no?

La realtà se ne frega del principio di autorità

La risposta sintetica alla domanda è no, non le avevano. O meglio, le ragioni umane per cui erano convinti di questo fatto c’erano, le ragioni scientifiche no. E non conta nulla che a sostenere il contrario ci fosse un genio, luminare, benefattore dell’umanità rispettato da tutti.

“Sfortunatamente molti non addetti ai lavori finiranno per credere alle idee dell’autore” scrisse Franklin Bing in una durissima recensione di quel libro pubblicata sul Journal of the American Medical Association. 

I metodi utilizzati da Pauling nelle sue ricerche sull’argomento lasciano molti dubbi sull’effettiva scientificità delle sue affermazioni. Uno degli esperimenti da lui svolti, che mostrava una diminuzione dei raffreddori e della loro durata, utilizzava come gruppo di studio degli allievi di una scuola sciistica delle Alpi svizzere, non certo un campione rappresentativo della popolazione. Lo stesso Pauling ha affermato, a seguito della pubblicazione del suo libro, che ci fosse bisogno di ulteriori studi per verificare la sua tesi.

Gli studi negli anni sono arrivati e lo hanno puntualmente smentito: un’analisi comparata di 31 studi sul raffreddore svolta dalla Cochrane Collaboration (iniziativa no-profit con lo scopo di analizzare e diffondere informazioni su efficacia e sicurezza di trattamenti sanitari) ha mostrato come l’assunzione regolare di vitamina C abbia si degli effetti sul raffreddore, ma molto modesti: una riduzione dell’8% della durata e una piccola diminuzione dell’intensità dei sintomi. In nessun caso, l’assunzione di vitamina C durante il raffreddore porta però dei benefici misurabili. La conclusione dell’autore di quest’analisi è abbastanza tranchant, almeno nella prima parte

“L'incapacità dell’integrazione di vitamina C di ridurre l'incidenza dei raffreddori nella popolazione generale indica che l'integrazione di vitamina C di routine non è giustificata, tuttavia la vitamina C può essere utile per le persone esposte a brevi periodi di intenso esercizio fisico. Regolari studi di integrazione hanno dimostrato che la vitamina C riduce la durata del raffreddore, ma ciò non è stato replicato nei pochi studi terapeutici condotti”

e tuttavia conclude

“Tuttavia, dato l'effetto coerente della vitamina C sulla durata e la gravità dei raffreddori negli studi regolari di integrazione e il basso costo e la sicurezza, può essere utile per i pazienti con raffreddore comune testare su base individuale se la vitamina C terapeutica è benefica per loro.” 

Tradotto: dato che praticamente non ha effetti collaterali, vale la pena fare un tentativo.

Un’arancia al giorno leva il medico di torno

Nonostante si sia detto che gli effetti collaterali sono praticamente nulli, quel praticamente nasconde parecchie situazioni spiacevoli. Diarrea, crampi allo stomaco e nausea sono i sintomi più comuni di un’assunzione esagerata di vitamina C, motivo per cui il National Institute of Health (USA) consiglia di non assumerne più di 2000 mg/die e lo stesso Ministero della Salute Italiana regolamenta la dose massima per integratore a 1000 mg/die.

Alcuni studi, poi, hanno trovato una correlazione tra assunzione di integratori di vitamina C e insorgenza di calcoli renali, anche se a onor del vero si tratta di ricerche che necessitano di ulteriori verifiche.

Nonostante ciò, perché spendere soldi in soluzioni farmaceutiche, basate su bizzarre teorie come la medicina ortomolecolare e le megadosi vitaminiche, quando la soluzione migliore sembra essere condurre uno stile di vita sano e una dieta equilibrata?

E per il raffreddore? In questo caso i vecchi rimedi rimangono i più efficaci: rimanete idratati (un bel the), al caldo (sotto le coperte) e riposatevi. Guarirete benissimo, senza bisogno di pastiglie effervescenti. 

Bibliografia:

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54 risposte a “Il falso mito della vitamina C”

  1. ma che diavolo stai dicendo???? Non la prendere la vitamina C così ti viene lo Scorbuto e abbiamo un analfabeta funzionale in meno!!
    i fisici di formazione che parlano di salute!
    Mah

  2. Ciao Giuliano, mi sembri uno che ne sa molto di salute e anche di analfabetismo funzionale, quindi vorrei chiederti una cosa:
    come definiresti la condizione di uno che legge “La vitamina C è dunque assolutamente essenziale per la nostra sopravvivenza ed in generale è bene cercare di consumarne abbastanza” e pensa che l’autore di questa frase stia suggerendo di non assumere vitamina C?

    • Buonasera Valter,
      grazie per il suggerimento.

      La vitamina C è un tema di grande interesse per i nostri lettori. Per questo, recentemente abbiamo intervistato la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Grazie all’esperienza della dottoressa abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici, ponendo particolare attenzione alle vitamine C e D.

      Può consultare l’articolo a questo link.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  3. La ricerca Del Cochrane Collaboration era su 0,2 grammi, che e leggermente sopra la media consigliata…cmq pochissimo, niente rispetto alle dosi indicate da Pauling. E impossibile pensare( a meno che non si voglia appositamente) che una ricerca , anche se fatta no profit( e qui si aprirebbe un mondo perché non vuol dire che non ci siano interessi ) basata sulla somministrazione di 1/20 della dose di cui si parla, almeno…, possa dimostrare quello che Pauling diceva. Nel suo stesso libro, lo trovate online, dichiara che non riuscì a pubblicare le sue scoperte al kondo scientifico in grande scala perché quello che aveva scoperto poteva compromettere il mercato mondiale della farmaceutica…e cmq poco corretto e superficiale , leggere che se un gruppo di ricercatori fa una ricerca e risulta che , allora e vero…andate a leggere la ricerca se volete vederci chiaro. Le dosi somministrate erano 0.2 gr di aa, e cmq un leggero incremento, 8%, ce stato…
    Ragioniamo al passato, l uomo prima si cibava di frutta, verdura diversi da quelli di oggi, e sicuramente raggiungeva un quantitativo l’olio maggiore di aa durante la giornata, rispetto agli 80mg consigliati dall oms
    Per non metterci poi che la.maggior parte della vit c concorre nell abbassare i livelli di infiammazione dovuti anche allo stress, che sono solo del giorno d oggi, da qui il ragionamento che serve ancora più vitamina c di migliaia di anni fa…
    L aa concorre in circa 300 processi biologici nell uomo…a voi le connclusioni

    • Buongiorno Marzio, grazie per aver condiviso le sue osservazioni.

      In maniera molto semplice potremmo dire che i trial clinici prevedono l’arruolamento di pazienti, la cui eleggibilità dipende da criteri di inclusione e di esclusione previsti dal disegno dello studio. Possono essere indicati tra questi criteri l’età, il sesso, lo stadio della malattia, i farmaci assunti, le patologie concomitanti ecc. Poi nel momento i cui si valutano i risultati, vengono esaminati e valutati determinati parametri, ad esempio indicatori biologici, che dopo un’analisi statistica possono risultare o meno significativi. Nel momento in cui si valuta il potenziale effetto benefico o protettivo di una sostanza su soggetti sani si procede allo stesso modo, indicando i criteri di inclusione e di esclusione e stabilendo gli obiettivi primari e secondari dello studio.
      Per poter confrontare diversi studi clinici è fondamentale considerare questi criteri ma anche il numero dei pazienti arruolati, la durata dello studio, gli effetti diversi a seconda delle caratteristiche specifiche dei pazienti, la strumentazione e le tecniche utilizzate ecc.

      L’argomento è sicuramente complesso, ma la ringraziamo per aver posto l’attenzione sull’importanza della dieta, in passato più ricca di frutta e verdura, come principale fonte di nutrienti essenziali.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

    • Buongiorno Giovanni,
      ci dispiace lei abbia avuto quest’impressione!

      Tuttavia, nel caso volesse approfondire l’argomento, le consigliamo di leggere il nostro ultimo articolo .
      Proprio nel tentativo di fornire informazioni il più possibile puntuali alle domande dei nostri lettori, abbiamo intervistato direttamente un esperto del settore, la dott.ssa Barbara Paolini, presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica).

      Buona lettura!

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  4. Non conosco le ricerche che vengono qui citate , ma io assumo 6 – 8 gr (non milligrammi!) Al giorno di vitamina c e ho solo benefici.

    • Buongiorno Franco, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

      Nel nostro ultimo articolo “L’uso di integratori vitaminici: il parere dell’esperto”, abbiamo approfondito il tema con la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica).

      L’autosomministrazione di integratori alimentari -se non necessaria- può avere degli effetti collaterali. Inoltre, c’è molta differenza tra l’assunzione di una sostanza dal cibo e la sua supplementazione all’interno di un integratore, poiché tale nutriente agisce in sinergia con altri macronutrienti e/o microelementi contenuti nell’alimento stesso. Per questo, è importante, quando non ci sono condizioni particolari che ne limitino l’assorbimento, assumere questi nutrienti attraverso una dieta sana ed equilibrata.

      Pertanto, il nostro consiglio resta quello di consultare sempre il medico curante o specialista per individuare l’approccio terapeutico migliore.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

    • Buongiorno Mosè,
      ci dispiace lei abbia avuto quest’impressione!

      Tuttavia, nel caso volesse dedicarci altro tempo, le consigliamo di leggere il nostro ultimo articolo sul tema degli integratori vitaminici.
      Proprio nel tentativo di fornire informazioni il più possibile puntuali alle domande dei nostri lettori, abbiamo intervistato direttamente un esperto del settore, la dott.ssa Barbara Paolini, presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Troverà nell’articolo un piccolo approfondimento sulla vitamina C e la sua assunzione per prevenire eventuali patologie.

      Buona lettura!

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

    • Buongiorno Jose’, grazie per aver apprezzato il nostro articolo.

      Per approfondire il tema delle vitamine e della loro eventuale supplementazione, le consigliamo di leggere la nostra intervista alla dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica).

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  5. Ottimo modo di fare disinformazione, complimenti per le credenze manifestate, mi sa che si deve applicare un po’ di più nella ricerca (articoli accreditati ce ne sono ormai a migliaia). Coraggio con un po’ di impegno ce la può fare

    • Buongiorno Claudio,
      ci dispiace lei abbia avuto queste impressioni, ma certamente si può sempre migliorare!
      Pertanto, nella speranza di aver accolto positivamente i suoi suggerimenti, abbiamo deciso di intervistare un esperto del settore, la dott.ssa Barbara Paolini, presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica).

      Può consultare a questo link il nostro ultimo articolo sul tema degli integratori vitaminici, approfondito grazie all’esperienza della dottoressa.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  6. Chissà quanto ti hanno pagato per scrivere questo articolo!! Io ne ho assunte 36 grammi al giorno e ne ho consigliate in giro di prenderne 5 grammi all ora a gente che aveva febbre a 39 40 c e in meno di 18 ore gli è passato tutto. Io stesso ho consigliato vit c, d3, melatonina e un signore con metastasi ossea.polmoni e covid e l ho rimesso impiedi in 24 pre scarse… da infezione da covid… ha smesso di fare le trasfusioni settimanali e la pressione, ossigenazione tutto normale oltre ai valori tumorali in discesa!! Dai non diciamo cazzate!!

    • Buonasera Giuseppe, ci dispiace per quanto leggiamo nel suo commento.

      L’articolo non mette in discussione il ruolo della vitamina C, micronutriente essenziale al nostro organismo. Tuttavia, l’assunzione di integratori alimentari, se non necessaria, può avere degli effetti collaterali.

      Pertanto, nella speranza che lei sia qualificato per consigliare l’assunzione di vitamina C a pazienti colpiti da COVID, consigliamo ai nostri lettori di consultare sempre il proprio medico curante per avere indicazioni su diagnosi e approcci terapeutici.

      Nel caso volesse dedicarci altro tempo, la invitiamo a leggere il nostro ultimo articolo; si tratta di un’intervista alla dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Grazie all’esperienza della dottoressa, abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici con particolare attenzione alla vitamine C e al suo utilizzo nella prevenzione e nel trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  7. Ho fatto uso per 6 mesi di 500mg. gg. di vitamina C (da acerola) Trascorsi i quali mi venuto un mal di stomaco notte e giorno da piegarmi in due.senza alcun accenno a diminuire neppure un istante, nonostante l’abbia interrotta da 10gg.

    • Buonasera Geppo, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

      L’acerola è una pianta spesso utilizzata all’interno di integratori alimentari, proprio grazie alle elevate quantità di vitamina C in essa contenute. Tuttavia, l’autosomministrazione -se non necessaria- di integratori alimentari può avere degli effetti collaterali, anche se si tratta di sostanze acquistabili senza prescrizione medica.

      Pertanto, le consigliamo di rivolgersi al suo medico curante, al fine di indicare le cause dei suoi disturbi e valutare la reale necessità di una supplementazione vitaminica.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  8. Perché se si ritiene che qualcosa scritta o detta sia una fesseria non si cerca di spiegarne il motivo?
    Confutare.
    Dati o almeno pensieri compiuti..
    È troppo facile lapidare e basta…illuminateci voi che avete conoscenze superiori almeno gli ignoranti come me possono avvalersi di due opinioni opposte…

    • Buongiorno Massimo, grazie per la sua solidarietà.

      Comprendiamo la necessità dei nostri lettori di poter disporre di informazioni precise ed esaustive, soprattutto per quanto riguarda alcune tematiche.
      Nonostante i toni a volte poco cortesi, siamo sempre aperti al confronto e disponibili a migliore il materiale che mettiamo a disposizione.

      Per questo, abbiamo deciso di approfondire il tema con un’intervista alla dott.ssa Barbara Paolini, presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica).

      Può consultare a questo link il nostro ultimo articolo “L’uso di integratori vitaminici: il parere dell’esperto”. Buona lettura!

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

    • Buongiorno Pier, grazie per l’interesse dimostrato e per la sua domanda.

      Recentemente abbiamo intervistato la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Grazie all’esperienza della dottoressa abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici, ponendo particolare attenzione alla vitamina C. Può leggere il nostro ultimo articolo a questo link.

      Inoltre, per poter approfondire i diversi studi scientifici sulla vitamina C, le consigliamo di consultare PubMed (banca dati biomedica accessibile gratuitamente on line).

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  9. Ho la spiegazione a tutto:
    La vitamina C (Acido Ascorbico) non è brevettabile.
    L’udienza è tolta.
    Arrivederci.

  10. Assumo da circa 5 anni ogni giorno 4 grammi di vitamina c distribuite nell’arco della giornata.
    Non ho mai più avuto tosse, raffreddori e mal di gola.
    p.s. sono stata a contatto con tantissimi malati di covid (che non sapevano di esserlo) e sono sempre risultata negativa…

    • Buongiorno Simo, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

      Recentemente abbiamo intervistato la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Grazie all’esperienza della dottoressa abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici, ponendo particolare attenzione alla vitamina C.

      Molti studi si sono concentrati sul ruolo dei micronutrienti nel supportare il trattamento del COVID. La vitamina C nella patologia da COVID-19 sembra inibire l’infiammazione e attivare la risposta immunitaria agendo su vari meccanismi; infatti regola la produzione di citochine, la quantità di istamine rilasciate, mitiga lo stress ossidativo e agisce sulla differenziazione e proliferazione dei linfociti T e B. Tuttavia, i dati sull’effetto della somministrazione di vitamina C nel trattamento del COVID-19 necessitano di ulteriori e più ampi studi.

      È, però, importante sconsigliare l’autosomministrazione di integratori alimentari senza consulto medico.
      L’assunzione di integratori, se non necessaria, può avere degli effetti collaterali, anche se si tratta di prodotti acquistabili senza prescrizione medica. Inoltre, c’è molta differenza tra l’assunzione di una sostanza dal cibo e la sua supplementazione all’interno di un integratore, poiché essa agisce in sinergia con altri macronutrienti e/o microelementi contenuti nell’alimento stesso. Per questo, gli integratori non possono sostituire una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.

      Per approfondire l’intervista alla dott.ssa Paolini, può consultare questo link.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  11. Più siete ignoranti più scrivete e vi ingozzate di egocentrismo idiota.
    Ha scritto un articolo senza capo ne coda volutamente disinformativo forse da qualcuno suggerito. Di vit c non capisce nulla ma fa il dotto presuntuoso e so tutto mi!
    Spero solo non trovi molto seguaci altrimenti li avrà sulla coscienza per istigazione ad ammalarsi per poi costringerli a comprare le vostre mirabili pozioni da stregoni farmaceutiche.
    C è una mamma in giro sempre incinta.

    • Gentile Utente,
      comprendiamo il suo bisogno di materiale informativo chiaro ed esaustivo, ma ci dispiace per quanto leggiamo nel suo commento.

      Abbiamo a cuore la salute dei nostri lettori. Per questo, ci teniamo a sottolineare che l’articolo non mira in nessun modo a promuovere l’acquisto di farmaci e soprattutto non mette in discussione il ruolo della vitamina C, micronutriente essenziale al nostro organismo.

      Nel caso volesse dedicarci altro tempo, la invitiamo a leggere il nostro ultimo articolo; si tratta di un’intervista alla dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), in cui abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici con particolare attenzione alle vitamine C e D.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  12. Grazie dott. Cecchetti, ho letto con interesse. Purtroppo però debbo dirle che non sono d’accordo. Io prendo 9 grammi al giorno di vitamina C e non ho più quasi mai preso il raffreddore, prima lo prendevo spesso. Lo ho preso qualche volta, proprio quando ho dimenticato di prendere la vitalina C ed in quel caso per curarmi ho usato alte dosi di vitamina C fino a tolleranza intestinale. Circa 2 grammi di VitaminaC ogni ora per 24 ore. Il raffreddore ci mette la metà del tempo a passare. Quando stiamo male il fabbisogno di C aumenta e anche la tolleranza intestinale. Gli studi ci sono ma le consiglio di provare su di lei. Un saluto
    Giulia

    • Buongiorno Giulia, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

      Recentemente abbiamo intervistato la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Grazie all’esperienza della dottoressa abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici, ponendo particolare attenzione alle vitamine C e D.
      La vitamina C ha proprietà antiossidanti: aiuta a mantenere sane le cellule proteggendole dagli effetti dei radicali liberi prodotti durante la normale attività cellulare. Contrariamente a quanto si pensa non aiuta a prevenire il comune raffreddore, ma può ridurne la durata e la gravità dei sintomi. Inoltre, grazie ai suoi effetti antiossidanti, la vitamina C svolge un ruolo protettivo nei confronti delle patologie cardiovascolari in generale e sulla prevenzione dei danni dell’ipercolesterolemia cronica.

      È importante sconsigliare l’autosomministrazione di integratori alimentari senza consultare il proprio medico.
      L’assunzione di integratori, se non necessaria, può avere degli effetti collaterali, anche se si tratta di prodotti acquistabili senza prescrizione medica.

      Per approfondire l’intervista alla dott.ssa Paolini, può consultare questo link.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  13. Personalmente non ho letto libri, nè studi sulla vitamina C. Ho cominciato ad assumere vitamina C circa 10 anni fa, su consiglio del mio dentista. Ha detto che le mie gengive erano un disastro, che rischiavo l’arretramento dell’osso e la perdita dei denti prima dei 50 anni. Ho cominciato con 500 mg al giorno, per paura che mi facesse male, oggi ne consumo 12 grammi. Le mie gengive sembrano d’acciaio, prima sanguinavano solo a toccarle, adesso non sanguinano neanche quando le pulisce il dentista. A proposito, prima facevo l’ablazione tartaro ogni 6 mesi, ora ogni 2 anni. Come effetto collaterale devo dire che i miei raffreddori si riducono al naso che cola un pò al mattino, niente più naso chiuso, febbre, nè mal di gola. Tutto qui, nessuno studio, solo esperienza personale.

    • Buongiorno Mino, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

      Nel nostro ultimo articolo “L’uso di integratori vitaminici: il parere dell’esperto”, abbiamo approfondito il tema con la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica).

      L’autosomministrazione di integratori alimentari -se non necessaria- può avere degli effetti collaterali. Per questo, il nostro consiglio resta quello di consultare sempre il medico curante o specialista per individuare l’approccio terapeutico migliore.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  14. PHARMECURE? Il nome di questo sito rivela già tutto! Un articolo che si “appoggia” pienamente sulla strategia delinquente della Big Pharma; cioè promuovere solamente pillole che si vendono con il loro brevetto, negando così una sostanza vitale che fa parte da milioni d’anni che ha permesso l’evoluzione della vita sulla terra! – La vitamina C è una molecola ultra necessaria, così fondamentale che tutte le piante e la maggior parte degli animali se la producono da soli. Però l’uomo, le scimmie e anche il porcellino d’India non ne sono capace, quindi sono costretti a procurarsela attraverso il cibo (frutta e verdura). Si tratta di una vitamina idrosolubili come le vitamine del gruppo B – devono essere assunte regolarmente e non si accumulano nei tessuti, perché vengono rapidamente eliminate dall’organismo mediante le urine. La vitamina C soprattutto in associazione con FANS come l’acido acetilsalicilico – è inclusa nell’elenco dei medicinali essenziali della “Organizzazione Mondiale della Sanità” (OMS), valutato tra i più sicuri ed efficaci necessari al sistema sanitario!

    • Buonasera Christian, ci dispiace per quanto leggiamo nel suo commento.
      L’articolo non mira in nessun modo a promuovere l’acquisto di farmaci e soprattutto non mette in discussione il ruolo della vitamina C, micronutriente essenziale al nostro organismo (come lei stesso sottolinea).

      Nel caso volesse dedicarci altro tempo, la invitiamo a leggere il nostro ultimo articolo; si tratta di un’intervista alla dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), in cui abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici con particolare attenzione alle vitamine C e D.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

    • Buonasera Roberto, grazie per il suo suggerimento.
      La review della Cochrane Library “Vitamin C for preventing and treating the common cold” è una revisione approfondita dei molti studi condotti sulla vitamina C. Speriamo possa essere utile ai nostri lettori!

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  15. La mia domanda oggi è: quale vitamina C assumere? Ci sono vitamine C di sintesi e vitamine C naturali. Le marche sono tantissime e difficile districarsi per capire se il rapporto prezzo/qualità è coerente. In Italia tutti gli integratori, vitamina C compresa sono molto cari. Negli Stati Uniti sono molto economici. Non ne comprendo bene le ragioni. Tra l’altro un medico mi ha detto che tutta la vitamina C che consumiamo viene prodotta in Cina. Immagino pertanto che sia di sintesi. E che differenza c’è qualitativamente parlando tra naturale e di sintesi?

    • Buongiorno Daniela, grazie per l’interesse dimostrato e per la sua domanda.

      La maggior parte della vitamina C presente negli integratori alimentari è di origine sintetica. Tra gli estratti naturali che ne sono ricchi troviamo ad esempio quelli di acerola e rosa canina, molto utilizzati nell’integrazione alimentare.
      Dal punto di vista strutturale, la vitamina C (acido ascorbico) di sintesi è uguale a quella naturale. Di conseguenza, le loro caratteristiche biologiche sono sovrapponibili, sia dal punto di vista della farmacocinetica (assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione) che della farmacodinamica (interazione della sostanza attiva con il recettore).

      Sebbene la vitamina C sintetica e quella di origine alimentare siano ugualmente biodisponibili nell’uomo, l’assunzione di vitamina C come parte di un alimento è da preferire rispetto ad una sua supplementazione. Infatti essa agisce in sinergia con altri macronutrienti e/o microelementi contenuti nell’alimento, così da determinare un’attività biologica derivante dall’azione collaborativa delle varie sostanze presenti in specifiche proporzioni nei diversi alimenti e non dall’azione di un singolo principio attivo. Ecco perché si parla di fitocomplesso, ossia dell’insieme più o meno ampio di principi attivi presenti in una fonte naturale e responsabili di una certa attività biologica, dovuta all’integrità delle molecole che costituiscono il fitocomplessso stesso.
      Quindi è impossibile riprodurre in una compressa le proprietà nutrizionali di un intero alimento; l’azione biologica esercitata dall’alimento, ad esempio frutta o verdura, è dovuta ad un’azione sinergica dei costituenti dl fitocomplesso.

      Recentemente abbiamo intervistato la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Grazie all’esperienza della dottoressa abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici, ponendo particolare attenzione alla vitamina C. Può leggere il nostro ultimo articolo a questo link.

      Inoltre, per poter approfondire i diversi studi scientifici sulla vitamina C, le consigliamo di consultare PubMed (banca dati biomedica accessibile gratuitamente on line).

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  16. Questo articolo fa parte della spazzatura che purtroppo oggi invade il web e che rende inutile (giacché esiste una innata tendenza degli italiani a credere a chi distrugge) il lavoro di pochi giornalisti seri e capaci.

    Così, solo per gradire, sembra che questo personaggio non sappia neanche la differenza tra la parola “correlazione” e “causalità”.

    • Buongiorno Leonardo,
      ci dispiace lei abbia avuto queste impressioni, ma certamente si può sempre migliorare!
      Pertanto, nella speranza di poter soddisfare i dubbi dei nostri lettori, abbiamo deciso di intervistare un esperto del settore, la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Grazie all’esperienza della dottoressa abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici, ponendo particolare attenzione alla vitamina C.

      Può consultare a questo link il nostro ultimo articolo.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  17. Potrei essere preso come campione di studio. Da quando iniziai ad allenarmi sul serio ho preso quotidianamente vitamina C. Diciamo in dosi non elevate, da 0,5 a 1 g al giorno, ma sempre. Sempre! da circa 40 anni ormai prendo vitamina C ogni mattina e quando mi sento più stanco o con inizi di raffeddore o influenza aumento subito le dosi. Sto (toccando ferro) bene e mi ammalo meno della maggior parte di amici e conoscenti.
    L’unica vera controindicazione è che ha un costo, non eccessivo ma c’è, in quanto a casa mia c’è sempre o compresse o pasticche di vitamina C.
    Io trovo che la mancanza di controindicazioni (al max si fa la pipì ecologica di quella non utilizzata) e la presenza certa di benefici in svariate funzioni vitali fa della C un’arma potentissima per la salute. Solo che, essendo già nota, non attira le case farmaceutiche.
    Finisco dicendo che recenti studi stanno provando che se data in dosi elevatissime per endovena la C è in grado anche di combattere le cellule tumorali. Il problema dell’assunzione orale della C è che purtroppo poca ne viene effettivamente assunta in circolo dal corpo. Se si riuscisse a farla assorbire meglio si potrebbe aprire un nuovo capitolo nella storia della salute umana.

    • Buonasera Elena, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

      Sempre più frequentemente vengono assunte integrazioni di vitamine con lo scopo salutistico preventivo e senza un reale bisogno. Tuttavia, sono poche le situazioni in cui la loro supplementazione dà dei riscontri positivi in termine di prevenzione. Infatti, negli alimenti, a differenza degli integratori, l’effetto protettivo -se presente- derivi dall’azione collaborativa delle varie sostanze miscelate in specifiche proporzioni nei diversi alimenti e non dall’azione di un singolo principio attivo. Riprodurre in una compressa le proprietà nutrizionali di un intero alimento è impossibile.
      Inoltre, l’autosomministrazione di integratori alimentari, se non necessaria, può avere degli effetti collaterali, anche in termini di interazione farmacologiche (ad esempio dosi elevate di vitamina C possono bloccare l’azione del warfarin e ridurne l’efficacia).

      La supplementazione vitaminica diventa, invece, fondamentale nei casi di carenza nutrizionale o di aumentato fabbisogno fisiologico, come la gravidanza, la menopausa ecc. Pertanto sarebbe opportuno confrontarsi sempre con il proprio medico curante, al fine di valutare la reale necessità di una supplementazione.

      Per approfondire il tema delle vitamine e della loro eventuale integrazione, le consigliamo di leggere la nostra intervista alla dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica).

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  18. Salve
    Davvero interessante.
    Comunque avrei alcune perplessità riguardo il vostro scetticismo all’assunzione di dosi elevate di vit c.
    Personalmente ho esperienza decennale nell’uso di forti cariche di vit c nei disturbi metabolici e immunitari degli anziani in RSA, quindi , diciamo, non proprio in un ambiente ecologico.
    Dermatiti cistiti soprattutto nei cateterizzati, mucositi traggono enormi vantaggi valutabili in breve tempo nei singoli soggetti, con miglior qualità della vita, idem il supporto per terapie croniche in generale.
    Comunque, dato il basso costo, l’assenza di reazioni avverse e il fatto che interviene in centinaia di processi metabolici fisiologici ne favoriscono l’uso. Tenuto conto poi che per anni ci hanno imposto come unico presidio il paracetamolo per affrontare una patologia virale questo rende quanto meno discutibile l’operato della classe medico-scientifica e quindi poco credibile.

    • Buongiorno Gabriele, grazie per l’interesse dimostrato.

      La vitamina C, oltre ad essere un micronutriente essenziale al nostro organismo, ha importanti proprietà antiossidanti. Infatti, aiuta a mantenere sane le nostre cellule, proteggendole dagli effetti dei radicali liberi, e svolge un ruolo protettivo nei confronti delle patologie cardiovascolari in generale e sulla prevenzione dei danni dell’ipercolesterolemia cronica.

      Tuttavia, c’è molta differenza tra l’assunzione di una sostanza dal cibo e la sua supplementazione all’interno di un integratore, poiché tale nutriente agisce in sinergia con altri macronutrienti e/o microelementi contenuti nell’alimento stesso. Per questo, è importante sconsigliare l’autosomministrazione di integratori alimentari a base di vitamina C in assenza di una dieta equilibrata.

      Recentemente abbiamo intervistato la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Grazie all’esperienza della dottoressa abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici, ponendo particolare attenzione alla vitamina C e al suo ruolo nel trattamento e nella prevenzione di alcune patologie. Numerosi studi hanno approfondito il ruolo dei micronutrienti nel supportare il trattamento del COVID. Infatti, la stessa vitamina C sembra inibire l’infiammazione e attivare la risposta immunitaria agendo su vari meccanismi: regola la produzione di citochine, la quantità di istamine rilasciate, mitiga lo stress ossidativo e agisce sulla differenziazione e proliferazione dei linfociti T e B. Tuttavia, i dati sull’effetto della somministrazione di vitamina C nel trattamento del COVID-19 necessitano di ulteriori e più ampi studi.

      Può leggere l’intervista completa alla dottoressa a questo link. Inoltre, per poter approfondire i diversi studi scientifici sulla vitamina C, le consigliamo di consultare PubMed (banca dati biomedica accessibile gratuitamente on line).

      Ricordiamo che un’assunzione eccessiva di integratori alimentari, se non necessaria, può dare effetti collaterali.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

    • Buonasera Davide, grazie per il suo suggerimento.
      La review della Cochrane Library “Vitamin C for preventing and treating the common cold”, citata nel video, è una revisione approfondita dei tantissimi studi condotti sulla vitamina C. Speriamo possa essere utile ai nostri lettori!

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  19. Mai letto un simile ammasso di sciocchezze , io da anni prendo giornalmente dai 2 ai 6 grammi di acido ascorbico addizionato di magnesio carbonato leggero.
    Da nove anni non ho piu avuto raffredori , influenza e nemmeno mai avuto Covid, da 9 anni mai piu avuto nessun tipo di Virus.
    Quindi leggere questo ammasso di sciocchezze contro Pauling e l acido ascorbico fa veramente male male ad una persona che da un decennio sperimenta la sua Grandissima efficacia su se stesso.
    Se questa è la bonta dei suoi interventi, le suggerisco di cimentarsi in altre scienze….magari avra migliori esiti.

    • Buonasera Emiliano, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

      La vitamina C è senza dubbio un micronutriente essenziale al nostro organismo ed è caratterizzata da importanti proprietà antiossidanti. Infatti, aiuta a mantenere sane le nostre cellule, proteggendole dagli effetti dei radicali liberi, e svolge un ruolo protettivo nei confronti delle patologie cardiovascolari in generale e sulla prevenzione dei danni dell’ipercolesterolemia cronica.

      Tuttavia, c’è molta differenza tra l’assunzione di una sostanza dal cibo e la sua supplementazione all’interno di un integratore, poiché tale nutriente agisce in sinergia con altri macronutrienti e/o microelementi contenuti nell’alimento stesso. Per questo, è importante sconsigliare l’autosomministrazione di integratori alimentari a base di vitamina C in assenza di una dieta equilibrata. Sempre più frequentemente vengono assunte integrazioni di vitamine con lo scopo salutistico preventivo e senza un reale bisogno. Tuttavia, sono poche le situazioni in cui la loro supplementazione dà dei riscontri positivi in termine di prevenzione. Infatti, negli alimenti, a differenza degli integratori, l’effetto protettivo -se presente- derivi dall’azione collaborativa delle varie sostanze miscelate in specifiche proporzioni nei diversi alimenti e non dall’azione di un singolo principio attivo. Riprodurre in una compressa le proprietà nutrizionali di un intero alimento è impossibile.
      Inoltre, l’autosomministrazione di integratori alimentari, se non necessaria, può avere degli effetti indesiderati, anche in termini di interazione farmacologiche (ad esempio dosi elevate di vitamina C possono bloccare l’azione del warfarin e ridurne l’efficacia).
      Non molto tempo fa abbiamo intervistato la dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Grazie all’esperienza della dottoressa abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici, ponendo particolare attenzione alla vitamina C e al suo ruolo nel trattamento e nella prevenzione di alcune patologie. Numerosi studi hanno approfondito il ruolo dei micronutrienti nel supportare il trattamento del COVID. Infatti, la stessa vitamina C sembra inibire l’infiammazione e attivare la risposta immunitaria agendo su vari meccanismi: regola la produzione di citochine, la quantità di istamine rilasciate, mitiga lo stress ossidativo e agisce sulla differenziazione e proliferazione dei linfociti T e B. Tuttavia, i dati sull’effetto della somministrazione di vitamina C nel trattamento del COVID-19 necessitano di ulteriori e più ampi studi.

      Può leggere l’intervista completa alla dottoressa a questo link.

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

    • Buonasera Giuseppe,
      ci dispiace lei abbia avuto quest’impressione.

      Tuttavia, nel caso volesse dedicarci altro tempo, le consigliamo di leggere il nostro articolo di approfondimento sul tema degli integratori vitaminici
      L’uso di integratori vitaminici: il parere dell’esperto

      Proprio nel tentativo di fornire informazioni il più possibile puntuali alle domande dei nostri lettori, abbiamo intervistato direttamente un esperto del settore, la dott.ssa Barbara Paolini, presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Troverà nell’articolo un piccolo approfondimento sulla vitamina C e la sua assunzione per prevenire eventuali patologie.

      Buona lettura!

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

  20. Cari Pharmecurini, mi unisco al coro dei fischi e dei pomodori marci che vi hanno tirato addosso. Eh, sì: vi sbagliate di grosso!
    Durante l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza mi ammalavo tutti gli anni o quasi. Raffreddori, bronchiti, sinusiti, laringiti, faringiti, otiti, eccetera. Buscavo spesso infiammazioni qua e là, senza contare una lieve debolezza generale di tanto in tanto.
    Intorno ai 35 anni (ora ne ho 43) finalmente ho capito che la mia dieta era squilibrata: mancavano soprattutto il ferro, la vitamina C e le vitamine del gruppo B. Mangiavo male, inoltre non conoscevo l’importanza dell’integrazione alimentare!
    I miei genitori sono ignoranti (come la maggior parte della gente, tuttora) e i vari medici si limitano sempre a prescrivere farmaci: durante le visite non ho mai ricevuto buoni consigli sull’alimentazione, tantomeno sull’integrazione alimentare. Incompetenza o noncuranza? Credo entrambe le cose!
    Posso dire che pediatra e medici di base sono stati la causa principale dei miei malesseri… mi sono svegliata solo in età matura. Adesso, con una saggia integrazione via via migliorata nel tempo (scelgo solo integratori privi di eccipienti nocivi con vitamine/minerali realmente biodisponibili) sono letteralmente rinata.
    Morale: riflettete, imparate
    e infine cancellate questo articolo!
    Ciao ciao.

    • Buongiorno Isabella, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

      Le vitamine e i minerali sono dei micronutrienti essenziali, indispensabili in piccole quantità per lo svolgimento di alcuni processi biologici del nostro organismo, che non può sintetizzarli in autonomamente. Per questo la loro assunzione deve necessariamente avvenire con la dieta o – se necessario – tramite integrazione alimentare.

      Tuttavia c’è molta differenza tra l’assunzione di una sostanza dal cibo e la sua supplementazione all’interno di un integratore, poiché tale nutriente agisce in sinergia con altri macronutrienti e/o microelementi contenuti nell’alimento stesso. Per questo, è importante sconsigliare l’autosomministrazione di integratori alimentari a base di vitamina C in assenza di una dieta equilibrata. Sempre più frequentemente vengono assunte integrazioni di vitamine con lo scopo salutistico preventivo e senza un reale bisogno. Tuttavia, sono poche le situazioni in cui la loro supplementazione dà dei riscontri positivi in termine di prevenzione. Infatti, negli alimenti, a differenza degli integratori, l’effetto protettivo -se presente- derivi dall’azione collaborativa delle varie sostanze miscelate in specifiche proporzioni nei diversi alimenti e non dall’azione di un singolo principio attivo. Riprodurre in una compressa le proprietà nutrizionali di un intero alimento è impossibile.

      Per questo, come lei giustamente sottolinea, è fondamentale prediligere sempre una dieta sana ed equilibrata, soprattutto prima di assumere degli integratori alimentari. esigenze nutrizionali dipendono da vari fattori, tra cui l’età, il sesso, il peso e il livello di attività fisica. Tuttavia le esigenze nutrizionali possono dipendere da diversi fattori, tra cui l’età, il sesso, il peso o il livello di attività fisica, motivo per il quale può necessario ricorrere alla supplementazione. Nel caso specifico dei bambini, si possono riscontrare delle carenze nutrizionali dovute alla ridotta assunzione di alcuni alimenti; infatti è comune durante l’infanzia non gradire alcuni alimenti ricchi di nutrienti, come frutta, verdure, ecc.

      Grazie all’esperienza della Dott.ssa Barbara Paolini, medico dietologo e presidente della sezione Toscana di ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), abbiamo approfondito il ruolo degli integratori vitaminici, ponendo particolare attenzione alla vitamina C e al suo ruolo nel trattamento e nella prevenzione di alcune patologie.

      Se lo desidera, può leggere l’intervista completa alla dottoressa L’uso di integratori vitaminici: il parere dell’esperto

      Cordiali saluti
      Lo Staff di Pharmercure

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