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Salute

La salute è quanto di più prezioso possiedi. In questa sezione vogliamo offrirti informazioni di natura medico/farmaceutica, con la massima cura delle fonti e un linguaggio semplice.

Eritemi e scottature: il dermatologo risponde

Schiena con sfoghi cutanei

È arrivata la bella stagione e, con essa, la possibilità di passare più tempo all’aria aperta. Il sole, com’è noto, ha effetti benefici sull’umore poiché va a stimolare la produzione di un ormone chiamato serotonina e aumenta la produzione di vitamina D nel corpo, di cui la maggioranza della popolazione è carente ma che è di fondamentale importanza per favorire l’assorbimento del calcio nelle ossa e per migliorare l’attività del sistema immunitario. 


Il sole, però, può provocare anche gravi danni alla nostra pelle, e proprio su questo tema ci siamo confrontati con la dottoressa Maria Teresa Giura, specializzata in dermatologia e venereologia all’Università degli Studi di Torino, assegnista di ricerca all’ospedale dermatologico San Lazzaro di Torino e medico del Gruppo LARC.

Dottoressa può, innanzitutto, aiutarci a conoscere meglio la luce e le radiazioni solari?

Le radiazioni solari comprendono la luce visibile, cioè quella che è percepita dall’occhio umano, i raggi infrarossi, responsabili della sensazione di calore che proviamo quando stiamo al sole ma che rimangono sullo strato superficiale della pelle chiamato epidermide, e i raggi ultravioletti, che si distinguono in UVA, UVB e UVC. 

Qual sono le differenze tra i diversi tipi di raggi UV?

I raggi UVA hanno meno energia degli altri, ma un’alta capacità di penetrazione negli strati della pelle. A livello superficiale, favoriscono il rilascio di melanina già presente nei melanociti (le cellule dell’epidermide) e per questo sono responsabili dell’abbronzatura immediata, quella che dura pochi giorni. Possono penetrare fino allo strato più profondo della pelle, il derma, causando la produzione di radicali liberi che causano invecchiamento e tumori cutanei. Sono anche  responsabili del “melasma”, cioè della comparsa di macchie scure, in particolare sul viso, durante la gravidanza o durante l’assunzione della pillola anticoncezionale. 

I raggi UVB, invece, hanno più energia ma meno capacità di penetrazione: si fermano sulla zona superficiale della pelle, l’epidermide, dove stimolano la produzione di nuova melanina. Per questo sono responsabili dell’abbronzatura meno immediata, ma di durata maggiore. Sono più dannosi dei raggi UVA, in quanto causano scottature con maggiore frequenza e sono più cancerogeni. Sono loro a attivare la produzione di vitamina D presente in forma inattiva a livello della cute. 

Gli UVC, infine, sono schermati dallo strato di ozono presente nell'atmosfera terrestre (in genere non raggiungono il suolo) e sono i più pericolosi per il loro potere cancerogeno. La maggior parte dei raggi UV che arrivano alla superficie terrestre sono gli UVA e solo in piccola parte gli UVB. Mentre i raggi UVA sono costanti durante tutta la giornata, i raggi UVB sono maggiori tra le ore 10 e le 16. Il vetro, per intenderci, può bloccare il passaggio dei raggi UVB ma non degli UVA.

Il sole può causare eritemi solari, scottature, ustioni. Quali sono le principali differenze?

Brevemente, l’eritema solare è una reazione infiammatoria lieve della cute che si presenta quando è esposta in modo acuto al sole senza le dovute precauzioni. Si manifesta principalmente con l’arrossamento e spesso si associa al prurito. Il termine scottatura si può identificare come un quadro di ustione lieve, ovvero di primo grado, caratterizzata non solo dall’eritema ma anche dall’edema (gonfiore). Più l’esposizione al sole è violenta, maggiore sarà la reazione cutanea, cioè si osserveranno quadri più gravi con formazione di vescicole e/o bolle (chiamate flittene) che configureranno il quadro di un’ustione di secondo grado. Nei casi più gravi, inoltre, possono comparire anche sintomi sistemici quali brividi, febbre, mal di testa e nausea.

Quali sono i trattamenti da effettuare nei diversi casi?

In presenza di eritemi o scottature solari spesso è sufficiente fare spugnature di acqua fresca (è meglio evitare la doccia) asciugando la parte interessata tamponando delicatamente, e utilizzare più volte al giorno creme idratanti a azione lenitiva con proprietà antinfiammatorie.
Sì anche all’uso di creme (chiamate anche prodotti a uso topico) contenenti sostanze naturali quali la calendula e l’aloe vera: la prima possiede proprietà antinfiammatorie, rigeneranti della pelle e antimicrobiche, mentre la seconda possiede proprietà antinfiammatorie, idratanti, cicatrizzanti e favorisce l’ossigenazione della pelle. Quando, invece, ci si trova di fronte a ustioni di secondo grado, con vescicole o bolle piene di liquido, è importante valutare l’estensione del danno, consigliare eventualmente una visita medica per definire una corretta strategia terapeutica.

Il medico può valutare, infatti, se è sufficiente la sola terapia locale con steroidi (cortisone e derivati) associati o meno a un antibiotico, o se è necessario effettuare una terapia sistemica (sia steroidea che antibiotica) in modo da ridurre lo stato infiammatorio che si è creato. Se si è sviluppata un'infezione batterica può prescrivere anche l’uso di un antibiotico per bocca. Le bolle che si formano dopo un’eccessiva esposizione al sole possono essere bucate con ago sterile per far uscire il siero e poi medicate con antibiotico locale fino a guarigione. È consigliabile consultare il medico o il dermatologo anche nel caso in cui le lesioni coinvolgano parti delicate del corpo o quando il soggetto colpito è un bambino. 
In tutti questi casi è bene evitare l’esposizione al sole nei giorni successivi e idratarsi con abbondante acqua.

Dermatologa esegue visita diagnostica su una paziente
(Nella foto: una paziente si sottopone a una visita dermatologica)


Quali sono i rischi derivanti dalle scottature solari?

A tutte le età, ma in particolare nei bambini e negli adolescenti, la scottatura da sole predispone in età adulta alla formazione di lentigo (macchie solari). Ma, ben più importante, è l’aumento del rischio di sviluppare il melanoma, un tumore della pelle che colpisce prevalentemente soggetti di età compresa fra i 30 e i 60 anni e che, a livello mondiale, negli ultimi dieci anni ha raggiunto 100.000 nuovi casi l’anno.

Come ci si può protegge dalle scottature e dai danni del sole?

È fondamentale utilizzare una crema solare con fattore di protezione (SPF: Sun Protection Factor) adatto al proprio tipo di pelle, cioè al proprio fototipo. Più la pelle è chiara, più risponderà alle radiazioni solari infiammandosi, e più deve essere alto il fattore di protezione della crema solare utilizzata. Le nuove classi di protezione solare delle creme in commercio sono: protezione bassa (SPF 6-10) per pelli scure, già abbronzate, che non si scottano; protezione media (SPF 15-25), protezione alta (SPF 30-50), protezione molto alta (SPF 50+) per pelli molto chiare che si scottano facilmente. Noi dermatologi consigliamo creme presenti in farmacia perché sappiamo gli studi scientifici che sono stati realizzati prima dell’immissione in commercio. Queste creme sono differenziate anche in base alle malattie che un soggetto può avere: esistono linee più idratanti per gli atopici (con pelli secche che si desquamano), prodotti per chi soffre di vitiligine, che proteggono dal sole e stimolano la produzione di melanina, così come creme che non occludono i pori lasciando traspirare la pelle, per chi ha problemi di acne o semplicemente di pelle grassa. 

Nelle donne in gravidanza si consigliano creme con filtri che filtrino anche la luce del giorno, perché anche questa espone alla formazione delle macchie. Più in generale, invece, i consigli più utili sono: utilizzare creme solari con protezione UVA e UVB; utilizzare il prodotto di protezione solare per un tempo non superiore a quello indicato in etichetta. Oggi si trova l’indicazione PAO (Period After Opening): è raffigurato un barattolo con sopra un numero, a indicare per quanti mesi il prodotto può essere conservato dopo l’apertura.

Di solito la durata delle creme solari è di dodici mesi; applicare la protezione solare sulla pelle scoperta non solo se si sta sotto il sole, ma ogni volta che si esce all’aperto, quando si sta sotto l’ombrellone o all’ombra, al mare e in montagna; aver cura di proteggere tutte le parti del corpo, anche le orecchie, i piedi, le labbra e di proteggere gli occhi con gli occhiali da sole e la testa con un cappello; rinnovare l’applicazione della crema solare circa ogni due ore perché, per esempio, il bagno in acqua ma anche semplicemente il sudore riducono l’effetto protettivo (vale anche per le creme che presentano la scritta “resistente all’acqua”); esporsi gradualmente al sole, per esempio con un’esposizione di quarantacinque minuti il primo giorno e non nelle ore centrali della giornata, cioè dalle 10 alle 16; bere abbondante acqua, consumare alimenti ricchi di antiossidanti come la vitamina E (presente nell’olio extravergine di oliva e nelle mandorle) e la vitamina C (pomodori, kiwi), prediligere alimenti contenenti betacarotene (che protegge la pelle in modo naturale) quali peperoni, carote, albicocche, frutti di bosco etc.


Si possono, inoltre, assumere integratori che stimolano la produzione di melanina: di solito contengono carotenoidi, come astaxantina, luteina, licopene, e protettori del DNA cellulare, come i probiotici e il Polipodyum leucotomos.

Quali sono gli accorgimenti per proteggere la pelle dei più piccoli?

Per i bambini è meglio utilizzare creme contenenti filtri fisici, cioè sostanze che, grazie alla loro opacità, fermano il raggio solare, ovvero fanno da schermo alle radiazioni UV. I più utilizzati sono l’ossido di zinco e il biossido di titanio, perché sono formati da piccole particelle minerali in grado di riflettere i raggi solari. I filtri chimici, che invece assorbono le radiazioni solari, è meglio lasciarli agli adulti. Oggi si trovano sul mercato anche indumenti con fibre dotate di uno schermo protettivo, particolarmente utili per i bambini che possono essere lasciati giocare liberamente all’aperto senza doverli continuamente rincorrere per rinnovare l’applicazione della crema. 

Esistono cosmetici e farmaci che non possono essere usati quando ci si espone al sole perché possono dare fotosensibilità con comparsa di dermatiti?

Diverse categorie di farmaci richiedono maggiore attenzione in caso di esposizione solare - ne è un esempio la pillola anticoncezionale che, come già detto, può predisporre allo sviluppo di macchie cutanee sul viso. Altri farmaci possono dare reazioni fotoindotte, come alcuni antibiotici e farmaci usati nella cura dell’acne; alcuni diuretici, alcuni antibiotici, antivirali e antifungini; molti farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS); i farmaci antitumorali e antidiabetici presi per bocca e alcuni antireumatici necessitano di maggior attenzione con il sole. Per questo se si assume una terapia farmacologica è necessario chiedere consiglio al medico o al farmacista di fiducia. Per quanto riguarda i cosmetici, anche alcune sostanze chimiche in essi contenuti possono dare fotodermatiti: per questo, quando ci si espone al sole, è meglio avere la pelle pulita e non applicare nulla che potrebbe causare irritazione.

Per concludere ci può dare qualche indicazione per scegliere il prodotto solare più adatto a ciascun soggetto?


Quando si sceglie un prodotto per proteggersi dal sole le caratteristiche di cui tenere conto sono: SPF o “fattore di protezione solare", che deve essere adeguato non solo alla carnagione, ma anche al tempo di esposizione e al luogo in cui ci si espone; la tipologia dei filtri: è bene preferire i filtri fisici (o minerali) per i bambini e per chi ha la pelle chiarissima o con molti nei, mentre quelli chimici (o ad assorbimento) per gli adulti senza particolari problemi; infine, la presenza di antiossidanti che riducono l’azione dannosa dei radicali liberi e il fotoinvecchiamento.

9 risposte a “Eritemi e scottature: il dermatologo risponde”

    • Buongiorno Stefano, grazie per l’interesse dimostrato e per i Suoi complimenti!
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  1. Buongiorno dott.ssa. Primo giorno di mare (27 giugno) sulla sabbia, 2 ore di mattina (10,30-12,30)e 2 ore pomeridiane (16,00-18,00). Verso le ore 19,00 ho avuto convulsioni e febbre a 39. Solo alle gambe dalla coscia ai piedi eritema solare. Ho preso tachipirina 1000 e la temperatura è ritornata normale il giorno dopo. Dopo quasi 2 mesi sono tornato a mare (sabbia) della ore 9,45 alle 12,15 e la sera di nuovo convulsioni e solo alle cosce eritema. Il tutto senza mal di testa e tutto il resto del corpo bianchissimo. Cosa mi sta succedendo ho 70 anni e vado a mare da piccolo. Grazie

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