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Misure di sicurezza per Covid-19 ragazzo con mascherina

Emergenza Covid-19

Questa sezione del blog contiene approfondimenti sulla pandemia da Covid-19 e si propone di fornire ai lettori indicazioni chiare e autorevoli per renderne la comprensione più agevole e trasversale.

Covid-19: farmaci, vaccini e il tempo che non c’è

Studi di laboratorio contro Covid-19

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Perché ci si impiega tanto per trovare una cura al Coronavirus? Non esistono già in commercio farmaci che possano alleviarne i sintomi? Come mai i media riferiscono di tempi superiori all’anno prima che si possa trovare un vaccino distribuibile su larga scala? Abbiamo provato a fare chiarezza, sintetizzando in questo articolo come funzioni la sperimentazione farmacologica in Italia e provando a rispondere a molti degli interrogativi che ci siamo posti più spesso nelle ultime settimane.

La scoperta e lo sviluppo di nuovi farmaci rappresenta un percorso molto complesso, caratterizzato da più fasi e dalla durata complessiva di 10-12 anni. Un programma di ricerca finalizzato alla scoperta di un nuovo farmaco (drug discovery) nasce dal bisogno terapeutico (medical need) di individuare strumenti innovativi per il trattamento di uno stato patologico. Segue l’identificazione di un potenziale bersaglio farmacologico (target), ossia di un elemento o un meccanismo biologico su cui agire per modificare I’evoluzione di una determinata patologia. L’industria farmaceutica sfrutta una metodica automatizzata nota come HTS (High-Throughput Screening) per effettuare lo screening di un elevato numero di molecole attive sul singolo target. Ciò consente l’individuazione di un lead compound, cioè di una molecola guida la cui struttura chimica viene utilizzata come punto di partenza per la sperimentazione. 

Le fasi di sviluppo di un nuovo farmaco sono distinte in due categorie: sperimentazione preclinica e sperimentazione clinica. La sperimentazione preclinica può durare molti anni e viene condotta in laboratorio, eseguendo studi “in vitro” su sistemi cellulari e studi in “in vivo” su animali. Gli studi preclinici valutano le caratteristiche farmacocinetiche della molecola (assorbimento, distribuzione, metabolizzazione, escrezione) e l’interazione con il bersaglio terapeutico. La sperimentazione animale è poi fondamentale per eseguire gli studi di tossicità e stabilire il corretto dosaggio farmacologico. Superata la sperimentazione preclinica, viene richiesta all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) l’Autorizzazione alla Sperimentazione Clinica (ASC), che permetta la somministrazione del farmaco nell’uomo. La sperimentazione clinica si articola in quattro fasi successive, ciascuna della durata di 2-3 anni.

Lo studio di fase I avviene su un numero ristretto di soggetti sani e volontari, in cui non viene verificata l’efficacia terapeutica del farmaco - in quanto i soggetti sono, appunto, sani - ma si valutano farmacocinetica, metabolismo, farmacodinamica e tollerabilità a dosi crescenti, come fatto nell’animale. Se il farmaco mostra un livello di tossicità accettabile rispetto al beneficio previsto, allora può passare alla fase II. Durante la fase II vengono arruolati 200-400 pazienti su cui vengono condotti studi clinici in singolo o doppio cieco - singolo cieco, quando soltanto un gruppo (per esempio solo i partecipanti o solo gli sperimentatori) non conosce a quale tipo di trattamento è stato assegnato; doppio cieco, quando sia gli sperimentatori sia i partecipanti non conoscono il tipo di trattamento assegnato - allo scopo di confrontare l’attività terapeutica e il rapporto dose-effetto tra il gruppo di pazienti a cui viene somministrato il farmaco e quello di controllo che riceve il placebo, ossia una sostanza priva di effetto terapeutico.
La fase III consiste nell’estensione degli studi controllati a una casistica più ampia (1000-3000 soggetti), per aumentare il numero di variabili in grado di alterare l’efficacia terapeutica e di confrontarla con altri farmaci in commercio. Per passare alla fase IV (post-marketing) è necessario che l’AIFA rilasci l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) del nuovo farmaco. La fase IV, nota come farmacovigilanza, consiste nel monitoraggio delle ADR (Adverse Drug Reactions), ossia delle reazioni avverse non prevedibili dai dati sperimentali, al fine di garantire la sicurezza della popolazione anche dopo l’immissione in commercio.

Nel tentativo di contrastare l’emergenza sanitaria in corso, l’AIFA ha autorizzato la sperimentazione di molti farmaci già esistenti in pazienti positivi a Covid-19. I protocolli di sperimentazione dei suddetti farmaci prevedono studi clinici di fase II e di fase III, direttamente sull’uomo e su soggetti malati, per valutarne l’uso off-label, ossia l’efficacia su una patologia diversa dalla loro indicazione terapeutica. Lo sviluppo di un vaccino anti-Coronavirus prevede, come accade per i farmaci, un percorso altrettanto lungo e caratterizzato dal superamento degli studi preclinici e clinici. Data, però, l’emergenza globale, le agenzie regolatorie potrebbero optare per una procedura fast track, in grado di accorciare i tempi necessari alla diffusione di un vaccino su larga scala.

Bibliografia:

 

  • Katzung B.G., Masters S.B., Trevor A.J., Basic & clinical pharmacology – Mcgraw-Hill, XII ed. (2012)
  • Aifa – Agenzia italiana del farmaco, La sperimentazione clinica dei farmaci 

 

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